Guida al museo (parte 2)

PERCORSO DELLA PREISTORIA:

Il visitatore consideri che le varie età: PALEOLITICO – NEOLITICO – ETÀ DEL RAME – ETÀ DEL BRONZO – ETÀ DEL FERRO sono presentate in un percorso attrezzato con pannelli e contenitori collocati in supporti di diverso colore. Il cambio dei colori evidenzia che da un’era si passa alla successiva.

SALA N. 1PALEOLITICO

Nel primo spazio di questa sala sono esposti reperti del PALEOLITICO (quella che può essere definita l’età della caccia e raccolta) provenienti dalla provincia di Viterbo.

L’esposizione si apre con una serie di reperti fossili di ELEPHAS ANTIQUUS databili al Paleolitico Inferiore (circa 500.000 anni fa) rinvenuti nei territori di Tuscania e di Grotte Santo Stefano nei pressi di Viterbo.

Reperto fossile di Elephas Antiquus Reperto fossile di Elephas Antiquus 
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Nella vetrina frontale appaiono strumenti in selce come choppers e bifacciali,tipici della industria litica Acheuleana.

 

Strumenti in selce

I manufatti esposti provengono dalla formazione geologica definita come “terrazzi del Tevere” nella zona di Orte del Paleolitico medio (80.000-30.000 anni fa) ricca anche di raschiatoi e punte ritoccate dell’industria Musteriana prodotti dagli uomini di Neandertal.

Nella seconda vetrina sono esposti reperti dell’industria litica, lame di selce del Paleolitico superiore e del Mesolitico (30.000-9.000 anni fa provenienti dal riparo di Cenciano diruto (nel comune di Corchiano).

 

Ciottoli incisi e pendagli di pietra

Il mondo spirituale di questo periodo è rappresentato, nella terza vetrina, da ciottoli incisi e pendagli di pietra rinvenuti nella grotta delle Sette Cannelle (in territorio di Ischia di Castro), della quale è stata riprodotta la stratigrafia in scala che incorpora strumenti originali e ossa dalla grotta.

Alcuni strumenti di selce sono stati rimontati su manici di osso o legno per renderne comprensibile la funzione.


Nel secondo settore della sala prima e nella vetrina della seconda sala sono esposti i reperti del Neolitico (cioè l’età dei primi villaggi) attraverso cui possiamo comprendere che circa 9.000 anni fa il modo di vita dell’uomo europeo inizia a trasformarsi: è presente ormai la fase dell’allevamento di ovini, bovini, maiali e la coltivazione di cereali e legumi che prevalgono sulla caccia e la raccolta di piante e molluschi.

I reperti del Neolitico sono rappresentate dai recipienti di ceramica, dalle asce di pietra levigata e dalle punte di freccia in selce; strumenti per filare e tessere si uniscono a quelli già in uso per la concia delle pelli.

Nel museo sono esposti, e in parte ricostruiti, oggetti da Poggio Olivastro presso Canino, grotta del Vannaro a Corchiano, Quarto della Guzzarella presso Viterbo, accette e punte di frecce e strumenti in ossidiana da Valentano. Un plastico a grande scala ricostruisce il territorio del basso corso del Fiora presso Poggio Olivastro, nell’epoca del Neolitico.

Nella sala 2 in apposito espositore sono presenti i recipienti dalla grotta cultuale di Monte Venere sul lago di Vico, della cosiddetta cultura del Sasso (dal nome della Grotta Patrizi al Sasso di Furbara) e, nella contigua sala multimediale si può visionare il filmato “La grande trasformazione“, relativa sempre al Neolitico.


Sala N. 3(Salone ducale con il Camino del Sangallo). ETÀ DEL RAME.

 

Camino del Sangallo, nel salone Ducale

I materiali esposti sono relativi all’Età del rame (cioè l’età dei primi metalli).

Verso 5.000 anni fa compaiono le prime tracce dell’uso del rame, che solo più tardi si intensifica in una produzione di qualità che conosciamo attraverso armi e ornamenti contenuti nelle tombe a grotticella della cultura di Rinaldone (località nel territorio di Montefiascone presso cui fu rinvenuta la prima necropoli di questa fase culturale).

Nel grande espositore posto a sinistra si presenta, in scala 1 a 10, un plastico comprendente l’intera area scavata della necropoli della Selvicciola (presso Ischia di Castro), che costituisce un ritrovamento fondamentale per la conoscenza del periodo. Nelle vetrine superiori sono contenuti i materiali rinvenuti.

Il plastico con la ricostruzione della necropoli della Selvicciola, presso Ischia di Castro

 

Due delle tombe sono anche ricostruite a dimensioni reali con gli scheletri ricollocati nella posizione originale.

Tomba ricostruita a dimensione reale Tomba ricostruita a dimensione reale

Nell’ultima vetrina di questa sala sono esposti i corredi della stessa cultura provenienti dalle necropoli del Palombaro a Farnese e di Grotta Fichina a Monteromano, mentre nella stessa vetrina è presentato un importante aspetto dell’età del rame costituito dalla cultura del bicchiere campaniforme, diffusa in tutta Europa, i cui resti sono emersi massicciamente un po’ ovunque nel territorio altolaziale e soprattutto in superficie nell’abitato di Torre Crognola presso Vulci (territorio di Canino).


SALA N. 4Età del bronzo antico e medio

L’inizio dell’età del bronzo, attorno a 2.000 anni avanti Cristo, è segnalata da una crescita del numero di abitati, tra i quali spicca il villaggio su palifitte, ora sommerso, che sorgeva sulle rive del piccolo lago di Mezzano presso Valentano e che ha restituito il complesso di reperti integri più imponente di tutta l’Italia centrale, comprendente ceramiche, bronzi e oggetti di legno. L’abitato di Mezzano è occupato nel Bronzo antico e medio, così come molte delle grotte che si aprono nei versanti travertinosi della vallata del fiume Fiora.

Nella grande vetrina sono esposti i reperti recuperati dai villaggi sommersi di Mezzano: contenitori ceramici piccoli e grandi con due bollitoi (i vasi di forma quasi cilindrica con anello interno poco sotto l’orlo); alcuni reperti lignei tra cui un mestolo, una grande macina in pietra lavica, resti ossei di animale (cervo, ovicaprino, bue, maiale).

Nella retrostante saletta multimediale è proiettato il filmato “Mezzano, messaggi dal fondo“, dedicato alle ricerche subacquee nel lago.


SALA N. 5BRONZO MEDIO

Dallo scavo di Grotta Nuova presso Ischia di Castro, attraversata da un corso d’acqua e nella quale erano deposte offerte cultuali, ritroviamo alcuni reperti il cui stile caratterizza la prima parte del Bronzo medio. Durante questo periodo (3700-3300 anni fa), la sfera spirituale, oltre che dalle grotte cultuali, è rappresentata dal ritrovamento di una tomba a camera scavata nel tufo a Castelletto di Prato Frabulino presso Farnese, nel cui corredo compare anche una collana in perle di pasta vitrea, attestazione antichissima di una produzione artigianale strettamente collegata con il controllo del fuoco raggiunto attraverso la metallurgia. Nella sagoma di testa fanciulla, oltre alla collana, sono presenti orecchini in argento. Come pure è in argento il manufatto a spiralina (probabile fermacapelli) presentato nella sottostante zona della vetrina accanto al grande vaso che la conteneva).

Durante il Bronzo medio hanno fine molti insediamenti occupati da secoli, ma numerosi altri ne sorgono, particolarmente sui pianori delimitati da valloni che sono un tratto caratteristico del paesaggio della Tuscia. Tra questi, il più noto è Luni sul Mignone presso Monteromano, riprodotto – come prototipo – in un grande plastico che riporta i monumenti preistorici ed etruschi messi in luce dagli scavi.


SALA N. 6 – Prima sezione – BRONZO MEDIO SECONDA FASE

Nella vetrina di fronte sono visibili reperti ceramici caratteristici della seconda fase del Bronzo Medio, evidenziati dallo stile decorativo dei vasi ceramici, cosiddetto appenninico. Sono presenti anche strumenti che testimoniano la filatura come rocchetti e fuseruole o fusaiole.

I reperti provengono da Mezzano e Monte Saliette, presso Valentano, una grande ciotola decorata da Torre di Grotta Porciosa, presso Vignanello.

Una installazione interattiva mostra l’ambiente di un villaggio dell’età del bronzo e la tecnica costruttiva di una capanna con l’arredo interno.


SALA N. 6 – Seconda sezione – Età del bronzo tardo

Di questo periodo (3300-2900 anni fa) si presentano, in due vetrine, le fasi della metallurgia: un gruppo di bronzi ritrovati nel lago di Mezzano, divenuto un luogo di culto. Qui, oltre a una punta di lancia e a una notevole fibula, sono state raccolte due spade in perfette condizioni di cui una inadatta all’uso, perché non indurita, e quindi da interpretare come dono sacrificale.


SALA N. 7 – Età del bronzo tardo

Dagli abitati del Torrionaccio presso Monteromano e San Giovenale presso Blera proviene un gruppo di recipienti, pesi, fuseruole, rocchetti, una macina e un fornello portatile che sono presentati nella prima vetrina.

Con il Bronzo tardo (3300-2900 anni fa) compare il rito funerario dell’incinerazione. Nella grande vetrina centrale sono ricostruite diverse situazioni di deposizione delle urne cinerarie del Bronzo tardo, solitamente vasi di forma biconica contenenti le ceneri, coperti da una ciotola rovesciata e sepolti in una fossetta rivestita da lastre di pietra o racchiusi in una capsula di tufo. Spesso le sepolture contenevano piccoli corredi, come fibule in bronzo, vasetti o gioielli in vari materiali tra i quali spicca un vago d’ambra e vaghi di pasta vitrea. I materiali provengono in massima parte dalla valle del Fiora, dalle necropoli di Crostoletto di Lamone, Ponte San Pietro e Castelfranco Lamoncello.


Età del ferro

Nell’ultima vetrina della SALA 7 i reperti presentati costituiscono praticamente la fine della Preistoria e l’inizio della cultura villanoviana che si afferma poco prima dell’avvento degli Etruschi.

Per questo, l’unica vetrina destinata a questo periodo contiene un’urna cineraria, segno di continuità nel rituale funerario, un frammento di stile villanoviano dall’insediamento del Torrionaccio, resti di un vaso con orlo poliversatoio da Bisenzo, e i calchi dei bronzi di un piccolo ripostiglio ritrovato nel secolo scorso presso Valentano i cui originali sono conservati a Roma, nel Museo Pigorini.

Un Totem multimediale consente di acquisire le necessarie informazioni sui siti preistorici da cui provengono i reperti presenti nel Museo e l’indicazione del percorso in partenza da Valentano.

Qui si completa la visita della SEZIONE PREISTORICA DEL MUSEO.

La sezione successiva riguarda il periodo ETRUSCO.