Luigi Raffaelli

L’amico dott. Aldo Lo Presti, storico orvietano e appassionato bibliofilo, ha recentemente edito nella rivista MISCELLANEA ORVIETANA (n. 10/2014), edita da INTERMEDIA Edizioni di Orvieto l’unito articolo dedicato alla figura di Luigi Raffaelli di Valentano, fotografo di alto spessore e poi grande appassionato di libri, tanto da costituire una straordinaria biblioteca che donerà allo studioso orvietano Domenico Tordi e da questi poi ridonata alla Biblioteca Comunale Luigi Fumi.

Diremo subito che il Luigi Raffaelli, effettivamente nato a Valentano il 22 ottobre 1860, figlio di Girolamo, proveniente da Orvieto, che aveva sposato la valentanese Margherita Bonsignori figlia di Fabiano, non ha legami di parentela con gli altri Raffaelli allora ed oggi presenti a Valentano. Si può facilmente intuire come Luigi sia poi tornato ad Orvieto dove svolgerà la sua fervida attività lasciando testimonianze fotografiche rilevanti e una preziosa Guida di Orvieto.

Siamo grati al dott. Lo Presti di aver gentilmente autorizzato la pubblicazione dell’articolo nel nostro sito.

 

Luigi Raffaelli da Valentano

Luigi Raffaelli non fu solo un personaggio di carta che, rispondendo al nome di Bindo Ranieri, risultava essere il proprietario di un originale negozio in via del Duomo dove lo si poteva incontrare a far «…commercio di tante cose gentili: immagini sacre, cartoline finissimamente illustrate, fotografie del Duomo, minuscoli vasetti di stile etrusco, figurine in alabastro» così come raccontato (bene) da Clarice Tartufari nel romanzo Il miracolo,1 bensì un provetto fotografo ‘vero’ con studio effettivamente in via del Duomo, registrato all’anagrafe di Valentano (il suo paese d’origine) il 22 ottobre del 1860, insieme alla gemella Margherita, figlio di Girolamo fu Luigi (nativo di Orvieto) che aveva sposato Margherita Bonsignori di Fabiano.

Luigi ebbe un’altra sorella, Adelaide, registrata il 14 settembre del 1858. I Bonsignori furono una importante famiglia di Valentano, molto probabilmente Speziali da più d’una generazione. Margherita Bonsignori era anch’ella originaria di Valentano (e non di Orvieto, come anche noi avevamo indicato),2 nata il 14 settembre del 1858, terzogenita di undici tra fratelli e sorellei, scomparsa il 23 ottobre del 1860, figlia, come detto, di Fabiano di Angelo Andrea, mentre la madre si chiamava Bartolomea Cofanetto di Lorenzo.

Il riepilogo di questa breve genealogia3 vuol essere un omaggio a tutti gli elenchi che in letteratura, da Omero in poi hanno pur trovato i loro estimatori, e che ci permettiamo di citare per farci… coraggio, con la speranza che egualmente trovi qualche lettore benevolo, la cui prima cortesia la proverà, speriamo, concedendo benevolo perdono – per così dire- «…se tanto e così malamente s’ebbe l’ardire di intrattenerlo», per usare le parole di Giuseppe Cozza-Luzi. Ricordiamo, allora, che la sua attività di fotografo può essere fatta risalire al 1885, anno in cui  tornò ad Orvieto il cugino Paolo Raffaelli (Orvieto, 14 novembre 1839 – 1921), “fotografo” (allievo di Pietro Ravenna a Roma) e “pittore” (allievo di Vincenzo Pasqualoni ad Orvieto) che gli fece da suo primo maestro.

La passione per la fotografia gli derivò senz’altro anche dall’assidua frequentazione di casa Armoni, dal momento che il figlio di Luigi Armoni, Alceste, divenne un suo ottimo amico. La sorella di Alceste, Adele (Orvieto, 1854-1930) diventò poi sua moglie nel 1891. A questa data, i giornali lo indicano con la qualifica di “fotografo” (Il Cittadino, 15 aprile 1891). Alla morte di Alceste, avvenuta nel 1887, Luigi, che aveva conseguito la licenza liceale e che coltivava una certa inclinazione per la poesia, compose il sonetto suo più commosso dedicato all’amico scomparso. La vera passione di questo fotografo sarà però quella per i libri.

Nel corso della sua vita, infatti, egli raccoglierà una grande biblioteca, che alla sua morte passerà allo studioso orvietano Domenico Tordi e da questi, per donazione, alla Biblioteca Comunale Luigi Fumi. Per quanto riguarda la fotografia, Luigi Raffaelli seguì assiduamente da abbonato la stampa specializzata, tenendosi continuamente aggiornato, sia per quanto riguarda la tecnica, sia per il dibattito artistico. Da alcuni autoritratti e dai ricordi del suo amico e sodale Mario Moretti, ci appare come un tipo eccentrico e scherzoso, circostanza che non gli impedì di avere un’attenzione particolare per lo stato delle classi orvietane più disagiate, testimoniando, con la sua arte, la terribile condizione in cui i proletari sopravvissero a lungo. Alla morte del suocero, Luigi Armoni, avvenuta nel 1895 egli divenne Custode del Museo dell’Opera del Duomo. Dal 1925 in poi si dedicò esclusivamente a questa attività passando il testimone dell’impresa fotografica a Mario Moretti che, nello stesso anno, subentrò nella gestione della ditta, dandole nuovo slancio. Lo stesso Mario Moretti, nel 1968, curerà la pubblicazione degli scritti del Raffaelli «…per onorare la memoria di un grande cultore delle cose orvietane». Vede così la luce un agile Guida di Orvieto in brossura editoriale (Rimini, Grafiche Gattei, cm. 15×20,5, pag. 40, tavv. 50 a colori; Lit. 500; s.d.) la cui prima edizione si differenzia dalle successive per la pianta della città, disegnata nel 1956 da Angelo Ladi, più volte ripiegata in fondo al volumetto; le successive edizioni, di dimensioni leggermente inferiori, hanno invece la pianta a colori della città, sempre di mano del Ladi (1968) su due pagine, pianta che si rintraccia anche nella prima ristampa s.d. (ma 1975, Stampa Graficom di S. Seta, Villa Verrucchio, Forlì, Edizioni Moretti di Orvieto, cm. 12×21,7; pp. 48; tavv. 47; Biblioteca Nazionale, Roma, coll. AFC.870). Di questa ristampa esistono almeno due diverse edizioni pressoché identiche, distinguendosi esclusivamente dall’avere o no il titolo stampato sul dorso. Una seconda ristampa senza indicazione di data (ma 1980) è stata ‘tirata’ dalle stesse Grafiche Gattei di Rimini – Roma (cm. 20×24; pp. 104; nn. ill. n.t.; Foto Moretti-Roncella; progetto grafico di Cristiana Valentini; Edizioni Moretti, Orvieto). Il manoscritto originale si conserva presso l’Archivio Vescovile di Orvieto.4 Diamo conto, infine, di un ulteriore ritrovamento da bancarella, e più precisamente di due fotografie originali di Luigi Raffaelli, una delle quali non riporta nel retro del supporto in cartone “Formato visita” (cm. 6,5×10,5; realizzato dalla Litografia Oscar Pettazzi di Milano) la dizione “Premiata Fotografia Armoni”, e che sembrerebbe ritrarre un giovanissimo Alceste Armoni, a riprova indiretta che, con ogni probabilità, Luigi Raffaelli avesse già iniziato l’attività in proprio, prima cioè di subentrare al suocero. L’altra immagine riguarda una sconosciuta bambina dove, al contrario, il supporto (cm. 6,5×10,5; prodotto dalla Ditta Mazza-Parravicini di Milano), registra il successo per la 2° Classe della 2° Sezione Industriale all’Esposizione Umbra Artistica Industriale Agricola condotta  nel 1879 a Perugia, e l’indicazione -per così dire- della nuova gestione della bottega di via del Duomo: “Luigi Raffaelli Fotografo – Orvieto”. Una bottega dove Luigi “fece commercio” di immaginette sacre, tra le quali, molto probabilmente, non mancò quella raffigurante Benedetto Giuseppe Labre (la cui beatificazione avvenne il 20 maggio 1860, mentre la santificazione fu celebrata da Leone XIII l’8 dicembre 1881) che durante i suoi pellegrinaggi “da” e “verso” Roma fece di Orvieto una meta della sua pietà, trovando riparo proprio sotto l’immagine del Cristo Redentore di Piero di Puccio Grana5 dipinta ai piedi della Torre dell’Orologio, a fianco, perciò, del suo gabinetto fotografico!6  



1    Aldo Lo Presti, Pio II nel romanzo di Clarice Tartufari “Il Miracolo”, in Canonica. Rivista di Studi Pientini, n.3/2013, p. 10.

2    Vedi: Aldo Lo Presti, Luigi Raffaelli, in Le Arti ad Orvieto. Proposta per un Dizionario. Arte-Cultura-Sviluppo, Orvieto, per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, 2006, ad vocem.

3    Ed il merito della ricerca d’archivio va tutto al prof. Romualdo Luzi di Valentano, che ringraziamo perché, ancora una volta, ha dato sicura prova e testimonianza di generosità e amicizia.  

4    Si precisa che la gran parte delle notizie biografiche relative a Luigi e Paolo Raffaelli (qui riproposte con qualche aggiunta e correzione) sono tratte dal già citato Dizionario, una ricerca cioè essenzialmente compilativa, e dove, pertanto, sono esplicitati al meglio i nostri debiti bibliografici. 

5    Luigi Fumi, Il Duomo di Orvieto ed i suoi restauri. Roma, Società Laziale Tipografico Editrice, 1891, p. 391.

6    Aldo Lo Presti, Le Madonnelle ed il Trigramma di San Bernardino ad Orvieto. Edizioni Spine, Roma-Orvieto, 2013, p. 33.