Itinerario
nella Preistoria:
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| LA SCHEDA | ||
| Origine | Vulcanica (400.000 anni fa) | |
| Altitudine | 452 m sul l.m. | |
| Forma | Circolare | |
| Superficie | Ha 47,50 | |
| Perimetro | m 2.516 | |
| Diametro medio | m 800 | |
| Profondità | m 38 | |
| Emissario | Fiume Olpeta, che si immette poi nelle acque del Fiora | |
| Immissario | Sorgenti interne |
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Le limpide acque del Lago di Mezzano, in epoca preistorica, sommersero
alcuni villaggi dell'Età del Bronzo (2000-1000 anni a. C.) conservando
gelosamente per quasi quattro millenni, le strutture lignee delle palafitte,
i contenitori ceramici, gli strumenti di bronzo (asce, spade, fibule,
spilloni) e manufatti lignei, i resti paleontologici. I reperti sono esposti
a Valentano nel Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese.
Le prime scoperte risalgono al 1973.
In questo lago gli storici individuano il Lacus Statoniensis descritto
da Seneca nelle Quaestiones Naturales e da Plinio nel trattato Naturalis
Historia.
La bellezza incontaminata del luogo non si esaurisce nell'ambiente ricco
di storia, ma si esalta nella splendida cornice ambientale che ne caratterizza
le sponde. Un lago quasi totalmente privo delle tracce della presenza
umana. Senza strade asfaltate, ci si arriva solo a piedi, senza scarichi
che ne contaminino le acque.
Il perimetro del lago è circondato da canneti che, soprattutto
in corrispondenza dell'emissario, il fiume Olpeta, costituiscono ambienti
umidi popolati da una ricca avifauna. Porciglioni, folaghe, gallinelle
d'acqua, martin pescatori trovano un riparo ideale tra gli ontani, i salici
e le canne e, con un po' di fortuna, può capitare di imbattersi
nel veloce falco di palude che volteggia in cerca di preda.
Alla fascia di canne che circonda il lago, segue una breve striscia di
pascoli e quindi i versanti, tipici dei laghi d'origine vulcanica, ricoperti
da una splendida vegetazione arborea.
Particolarmente suggestivo è il bosco posto sul versante ovest,
Monte Rosso, ove alberi di alto fusto con piante di cerro e roverelle
secolari nascondono i resti del Castello di Mezzano, d'origine longobarda,
e distrutto alla metà del 1300. Un luogo in cui la leggenda e la
tradizione popolare vuole che sia stata rinchiusa e quindi uccisa Pia
de' Tolomei, la nobildonna senese ricordata da Dante nel V canto del Purgatorio.
Poco lontano dal lago (circa 1,5 km) sorge un incredibile monumento della
natura: un'immensa roverella, di oltre 300 anni, classificata una delle
piante più antiche del Lazio, che si eleva sul bordo di un ripido
fosso. Il WWF l'ha dichiarata un vero e proprio "monumento naturale".
Nell'area si eleva anche il colle Monte Becco, che domina la Riserva Naturale
del Lamone, del vicino comune di Farnese. Su questo colle, spesso indicato
come una dei possibili siti del Fanum Voltumnae, il più grande
e sconosciuto santuario degli Etruschi, una missione di studio dell'Accademia
di Danimarca, ha ritrovato le tracce della presenza etrusca con mura,
resti bronzei, numerose tegole in cotto, tra cui una presenta, incisi,
tutti i caratteri dell'alfabeto etrusco.
Nelle immediate vicinanze del lago si trova l'Agriturismo "Fra' Viaco" dei Fratelli Zapponi, sito web www.fraviaco.com
(Notizie storiche e naturalistiche a cura di Romualdo Luzi e Angelo Scipioni)
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La realizzazione delle pagine dedicate a Valentano,
ospitate sul server web di ComputerVille,
è stata curata da Mario Benvenuti, con testi di Romualdo Luzi e fotografie
di Giovanni Ciucci. Questa pagina è stata aggiornata il 19/06/02 |