{"id":47,"date":"2013-04-27T01:32:46","date_gmt":"2013-04-26T23:32:46","guid":{"rendered":"http:\/\/demo.valentano.org\/xx-secolo\/"},"modified":"2023-01-20T08:35:43","modified_gmt":"2023-01-20T07:35:43","slug":"xx-secolo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/home-it\/xx-secolo\/","title":{"rendered":"XX secolo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: arial,helvetica;\">La situazione di Valentano, agli inizi del 1900 non era dissimile ai tanti paesi della provincia di Viterbo ove regnava una diffusa povert\u00e0 tra la stragrande maggioranza dei cittadini mentre la propriet\u00e0 era concentrata nelle mani di alcune famiglie benestanti e della Parrocchia e delle numerose Confraternite.<br \/> Solo dopo aver partecipato alla Prima Guerra Mondiale i nostri contadini poterono vedere assegnati dal Comune i cosiddetti enfiteusi (circa 8.000 metri di terra) di cui poter disporre direttamente. Poi, nel corso degli anni, si registrer\u00e0 un sempre maggiore frazionamento delle propriet\u00e0 cosicch\u00e9 sorgeranno tante piccole aziende agrarie con un minimo di rendita familiare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica;\">Erano le ore 18 del giorno 11 giugno 1944. Giorno della ritirata dei tedeschi e dell&#8217;arrivo degli alleati. Sembrava una tranquilla giornata di guerra, quella della Liberazione di Valentano. Erano arrivate le<br \/> prime truppe francesi&#8230; precedute dal solito spettacolo dei &#8220;marocchini&#8221;&#8230; subimmo anche questo! Ebbene un carro armato francese attravers\u00f2 Valentano, sfond\u00f2 la Porta di San Martino, si mise al centro del piazzale e incominci\u00f2 a sparare verso la strada della Montagnola contro i tedeschi in ritirata, sulla base delle segnalazioni fatte al carrista da un ufficiale francese salito sul campanile e fornito di un binocolo. I tedeschi non si fecero pregare e risposero al fuoco nemico. Uno&#8230; due&#8230; tre colpi di cannone finirono per schiantarsi fra i castagneti sotto San Martino (tra l&#8217;altro pieno di compaesani che osservavano tutto questo). Alzato il tiro, un colpo di cannone sfior\u00f2 la porta di San Martino, praticamente attravers\u00f2 per lungo tutta la strada di Santa Maria (Via Matteotti) per andarsi ad infrangere su quel famoso concio di pietra ora restaurato&#8230; cadde sulla Selciata e scoppi\u00f2: un inferno per chi era per strada e per i tanti bambini che giocavano dentro il portone del Palazzo Vitozzi. Morirono sul colpo: Cruciani Bernardina di 18 anni con i fratelli Margherita (14) e Mario (11) tutti figli di Giacomo; le sorelle Silvestri Giuseppa (13) e Maria (8) di Fortunato; Barlani Carlo (7), figlio di Vincenzo; gravemente feriti morirono il giorno dopo Domenico Natali (76) e Barbara Bianchini (75) nonna delle bambine Silvestri. Perirono anche un ufficiale francese e un soldato che<br \/> passavano l\u00ec davanti con la jeep&#8230; Vogliamo ricordare che il giorno seguente sempre per bombardamento morirono in loc. Perazzeta padre e figlio Luigi (46) e Domenico (16) Capocecera. Nella ricorrenza del 60\u00b0 anniversario di questa tragica pagina fu collocata una lapide a fianco del Portonaccio che ricorda non solo questi morti ma anche quanti furono le vittime civili del conflitto e i caduti per lo scoppio di residuati bellici&#8230; Oltre quelli indicati, nelle operazioni belliche del 1944, era morto in loc. Poggio Ruberto, per mitragliamento, Pio Barbieri di anni 44, il 3 maggio. Il seguente 14 giugno sempre nella piana di Valentano erano morti Francesco Rossi di 12 anni e Goffredo Tramontana, di 47 anni, entrambi\u00a0 residenti a Latera. Ancora morti, per lo scoppio di residuati bellici, cadevano successivamente: Giannarini Domenico (16 anni) e Massieri Andrea (12), di Villa Fontane in loc. Castagno, verso Capodimonte; Nicola Pelosi di anni 17, il 20 ottobre 1944, in loc. Argentella in Montalto di Castro; Castiglioni Agostino, di anni 11, a Villa Fontane; il 19 marzo 1945; Falaschi Benedetto, di anni 43, in campagna e, infine,\u00a0 Portici Domenico, di anni 9, in Valentano, all\u2019inizio di Via del Monte. Una triste catena, conclusasi nel 1952, che doveva contare, oltre i feriti, complessivamente 16 morti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica;\">Il ricordo del bombardamento \u00e8 rimasto vivo nei racconti, Ezio Alesini, che era del &#8217;23, raccontava di quel giorno e di come lui, insieme ad altri giovani, si erano incollati alcuni feriti per portarli all&#8217;ospedale alla piazzetta. Un altro ricordo, di Peppe de Bardassarre Luzi, la cui famiglia abitava proprio a Palazzo Vitozzi: saputo del disastro corse e trov\u00f2, dentro al portone, quella carneficina di bambini&#8230; Non sapendo come sistemarli entr\u00f2 nel cortile interno ove trov\u00f2, stesi ad asciugare, molti teli del pane che allora si faceva a casa&#8230; Li stacc\u00f2 e con qualche altro volontario collocarono i resti straziati su questi teli. Poi sul far della sera avvolsero questi giovani e bambini morti nelle lenzuola e sui carri li portarono al cimitero&#8230;<br \/> <\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/targa_caduti_palazzaccio-19e.jpg\" target=\"_blank\" title=\"Targa caduti Palazzaccio (foto di Silvia Saraconi)\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-family: arial,helvetica;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1307\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/th_targa_caduti_palazzaccio-e25.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"231\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/th_targa_caduti_palazzaccio-e25.jpg 231w, https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/th_targa_caduti_palazzaccio-e25-173x300.jpg 173w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica;\">Cos\u00ec sar\u00e0 chiamato, da quel momento in poi, l&#8217;artistico ingresso bugnato della storico Palazzo Vitozzi (fine sec. XVI-Inizi sec. XVII) lungo la Selciata (Via Trento e Trieste).<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/portonaccio-067.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1321\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/thumb_portonaccio-0dd.jpg\" border=\"0\" alt=\"Ingresso di Palazzo Vitozzi, tristemente famoso per la bomba che vi cadde nel giugno del 1944\" width=\"193\" height=\"300\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/portonaccio_dettaglio-d46.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1335\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/thumb_portonaccio_dettaglio-651.jpg\" border=\"0\" alt=\"Particolare dell'arco del &quot;Portonaccio&quot;. Evidente la mancanza di una delle bugne, divelta dall'esplosione\" width=\"300\" height=\"203\" \/><\/a><br \/> <span style=\"color: #ff0000; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica;\"> La situazione economica del paese nel dopoguerra si rivel\u00f2, per molti, fonte di privazioni tanto che con la cosiddetta &#8220;Riforma agraria&#8221; dell&#8217;Ente Maremma, dopo il 1951, circa cento famiglie (per 600 cittadini) si trasferirono a Pescia Romana ove ebbero in assegnazione i cosiddetti &#8220;poderi familiari&#8221;.<br \/> La popolazione cittadina che contava allora 3.826 abitanti (il massimo storico raggiunto), scese cos\u00ec a 3.218 unit\u00e0 (censimento 1961). Questo calo demografico si increment\u00f2 nel corso degli anni a seguire per stabilizzarsi, negli ultimi anni, attorno ai 2.925 abitanti, malgrado l&#8217;incremento dell&#8217;insediamento abitativo che, invece, si \u00e8 notevolmente ampliato facendo assumere al paese un aspetto ormai omogeneo essendosi ormai congiunte le varie localit\u00e0 abitate (Villa delle Fontane, Felceti, loc. La Villa, Via del Ritiro).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione di Valentano, agli inizi del 1900 non era dissimile ai tanti paesi della provincia di Viterbo ove regnava una diffusa povert\u00e0 tra la stragrande maggioranza dei cittadini mentre la propriet\u00e0 era concentrata nelle mani di alcune famiglie benestanti e della Parrocchia e delle numerose Confraternite. 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