{"id":176,"date":"2013-10-25T13:53:35","date_gmt":"2013-10-25T11:53:35","guid":{"rendered":"http:\/\/demo.valentano.org\/padre-vincenzo-d-ascenzi-s-j\/"},"modified":"2013-10-25T13:53:35","modified_gmt":"2013-10-25T11:53:35","slug":"padre-vincenzo-d-ascenzi-s-j","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/padre-vincenzo-d-ascenzi-s-j\/","title":{"rendered":"Padre Vincenzo D&#8217;Ascenzi S.J."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>RICORDO DI PADRE VINCENZO D\u2019ASCENZI S.J.: \u201cUN PRETE, UN UOMO<\/strong><em>\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>di Romualdo Luzi <br \/><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/P.-VINCENZO-PESCARA-1995-c76.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"caption size-full wp-image-4898\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_P.-VINCENZO-PESCARA-1995-cda.jpg\" border=\"0\" alt=\"Padre Vincenzo d'Ascenzi S.J. a Pescara nel 1995\" title=\"Padre Vincenzo d'Ascenzi S.J. a Pescara nel 1995\" width=\"300\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_P.-VINCENZO-PESCARA-1995-cda.jpg 300w, https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_P.-VINCENZO-PESCARA-1995-cda-192x300.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ci siamo incontrati con P. Vincenzo ad una esposizione di libri. Era allestita in uno stretto spazio ove tra visitatori ci si scontrava quasi, dove occorreva salire e discendere scale e scalette per visionare le pile dei libri, di vario formato e di argomenti diversissimi, e ove ho trovato P. Vincenzo, vestito con il suo ordinato clergyman, sempre con quel volto cordiale che tutte le volte in cui ci si ritrovava, mi riservava\u2026 Ci univa, oltre l\u2019essere figli d\u2019una stessa terra, \u00a0l\u2019amore per lo studio e i libri in genere.\u00a0 Tra le varie copertine dei libri esposti, una mi aveva colpito: era quella di una possibile nuova edizione del suo libro <\/em><strong>Un prete un uomo<\/strong><em>. Questa volta, per\u00f2, disegnata tutta a colori, con immagini di fantasia, ove lui vi appariva visto di fronte, al contrario delle precedenti edizioni ove, era ritratto in riva al mare e con un maremmano \u201cbastone uncinato\u201d, da pastore, o forse da buttero, incamminato verso un lontano orizzonte. Mi firm\u00f2 una lunga dedica, tanto da riempire la pagina bianca della controcoperta, con una scrittura veloce e piuttosto disordinata rispetto al suo preciso modo di esprimersi. Presi il libro e mi ripromisi di leggere la dedica pi\u00f9 tardi, con calma, ma quel libro non l\u2019ho pi\u00f9 trovato!<\/em><\/p>\n<a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/P.-VINCENZO-UN-PRETE-4cd.jpg\" target=\"_blank\" title=\"P. VINCENZO D'ASCENZI, Un prete un uomo\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"caption size-full wp-image-4912\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_P.-VINCENZO-UN-PRETE-cce.jpg\" border=\"0\" alt=\"P. VINCENZO D'ASCENZI, Un prete un uomo\" title=\"P. VINCENZO D'ASCENZI, Un prete un uomo\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"299\" height=\"487\" srcset=\"https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_P.-VINCENZO-UN-PRETE-cce.jpg 299w, https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_P.-VINCENZO-UN-PRETE-cce-184x300.jpg 184w\" sizes=\"auto, (max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/a>\n<p>Con le prime luce dell\u2019alba di questa mattina, quando mi sono svegliato, tutto era sparito: Padre Vincenzo, il libro, il sogno!<\/p>\n<p>E s\u00ec, avevo sognato. Ma l\u2019immagine di quel libro \u00e8 rimasta prepotentemente nella mia memoria quasi a sottolineare che, come io credo, fra le decine e decine di libri che lui ha scritto, quello era il suo preferito, quello essenziale, il libro della sua autobiografia, non intesa soltanto nel senso\u00a0 letterale del racconto della sua esistenza, ma dei suoi sentimenti, del suo essere etrusco e moderno ad un tempo, della sua spiritualit\u00e0 e del suo carisma profuso in anni di apostolato sacerdotale tra Ferrara, Grosseto e Pescara. La tappe pi\u00f9 importanti della sua vita.<\/p>\n<p>Valentano, 17 settembre 2013, tredici giorni dopo il suo ritorno alla casa del Padre.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>\u201c<em>Sono nato nel 1928, in un paese, all\u2019epoca di circa 4000 abitanti, chiamato Valentano\u2026 \u00e8 un paese di contadini (i villani), piccoli proprietari, braccianti e pastori. Anche mio padre Angelo proveniva da una famiglia di pastori;\u2026 mentre dalla parte di mamma Francesca <\/em>[Firmani] <em>la famiglia era costituita da contadini, piccoli coltivatori, con la caratteristica di un lavoro duro e di una vita di grande risparmio\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>Ho voluto che fosse proprio P. Vincenzo a raccontare con le sue stesse parole l\u2019inizio della sua vita e la storia della sua famiglia che lui, poi completer\u00e0 con la precisazione di essere l\u2019ultimo nato di sei fratelli: due scomparsi prima della sua nascita, Giovanni e Vincenzo, poi Mario, la sorella Teresa e, infine, Giovanni, poi sacerdote e Vescovo. cui attribuisce il merito della sua formazione giovanile. Naturalmente a Valentano ebbe l\u2019istruzione preziosa e insostituibile delle Maestre Pie Filippini nella scuola dell\u2019infanzia e della maestra Frediani, ancora oggi ricordata in paese per la sua straordinaria capacit\u00e0 di insegnamento nelle scuole elementari.<\/p>\n<p>L\u2019entrata presso un Collegio seminariale dei Gesuiti per appena due anni lo doveva segnare per sempre bench\u00e9 le vicende belliche dell\u2019ultimo conflitto lo avessero costretto ad abbandonare il convitto e tornare in famiglia, vivere cos\u00ec anche gli anni della guerra e il passaggio del fronte a Valentano. Per questo, racconta, che la conclusione degli studi fino al V ginnasio fu un po\u2019 fortunosa. Dapprima presso la famiglia e quindi nel Seminario di Montefiascone, poi con il ritorno a Roma e il conseguimento del titolo ginnasiale presso l\u2019Istituto \u201cM. Massimo\u201d, sempre dei Gesuiti. Un Ordine che poi sceglier\u00e0 definitivamente a 17 anni, entrando in noviziato il 21 ottobre 1945 e concludendo il percorso sacerdotale con la sua prima Messa celebrata a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 5 luglio 1959. Dava cos\u00ec inizio alla sua opera pastorale in varie localit\u00e0 in cui fu destinato dai Superiori, soprattutto nell\u2019area dei Castelli Romani. Nell\u2019autunno del 1964 la destinazione a Ferrara doveva ancora una volta costituire una tappa fondamentale della sua vita e dei suoi studi: insegnamento al Liceo Classico, predicazione, direzione dell\u2019Istituto di cultura religiosa Casa \u201cGiorgio Cini\u201d e, infine, nel 1978, la fondazione di una parrocchia dedicata a San Giuseppe Lavoratore, eretta nella zona pi\u00f9 \u201crossa\u201d della citt\u00e0, vicino alla Montedison. In quegli anni aveva gi\u00e0 intrapreso un fattivo confronto proprio con l\u2019area della sinistra e si devono a questo periodo alcuni suoi saggi tra cui vanno ricordati almeno <em>Cristiani e marxisti a confronto su l\u2019uomo, I Cattolici e la politica, Perch\u00e9 i cattolici a sinistra.<\/em> Un altro saggio di questi anni, invece, fu dedicato a <em>La \u201cQuestione Giovanile\u201dnegli anni 1968-1978, <\/em>edito con la presentazione del prof. Achille Ardig\u00f2, allora ordinario di Sociologia all\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>\u00a0<\/p>\n<p>Dopo i 16 anni di Ferrara e un breve soggiorno ad Orbetello, tre anni pieni di iniziative religiose e culturali, nel 1983 accolse l\u2019invito a subentrare ad un suo confratello nella direzione della Parrocchia di Maria Ss. Addolorata di Grosseto, che contava ben 10.000 abitanti, interessandosi delle varie fasce d\u2019et\u00e0 dei residenti, ma dedicando molta attenzione al mondo giovanile dando vita a molte iniziative legate ai campeggi in varie localit\u00e0 e, soprattutto, costruendo un Centro Giovanile di ben 4000 metri cubi per circa 750 mq. con sala teatro, oratorio e sale per le feste parrocchiali. Fu in quel periodo che, anche data la vicinanza, P. Vincenzo fu pi\u00f9 presente al paese d\u2019origine, ove svolse molti campeggi, e volle che anche la nostra Banda cittadina si recasse nella sua parrocchia per accompagnare processioni e feste religiose. In questa fase dette vita ad un gemellaggio con una missione operante nel Kerala, a sud dell\u2019India ove, con la collaborazione dei parrocchiani, riusc\u00ec a far edificare un intero villaggio di 110 casette, un dispensario medico, una scuola materna e la casa per le Suore. Oltre a questa singolare iniziativa si deve dire che interventi similari, anche se pi\u00f9 modesti, furono attuati in altri centri missionari del Brasile, in Madagascar, nelle Filippine e nello Sri Lanka.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nel febbraio del 1993 i superiori pensarono per lui ancora un\u2019altra destinazione e fu inviato a dirigere la Parrocchia di \u201cCristo Re\u201d a Pescara ove, per la sua lunga esperienza pastorale, riusc\u00ec comunque a meritarsi la stima di quelle popolazioni e far rifiorire in essa quel profondo senso di essere attenti alla fede dopo anni di una certa disattenzione e trascuratezza. Anche qui nacquero nuovi campeggi per i giovani e l\u2019apertura di un Oratorio Parrocchiale aperto a tutti. Da queste esperienze scaturirono altre sue specifiche pubblicazioni come <em>La fontana e il cantiere. Messaggi di un parroco <\/em>(2001), con presentazione del card. Angelo Scola, patriarca di Venezia e <em>Creare un Oratorio parrocchiale, <\/em>con presentazione e interventi del card. Carlo Maria Martini, edito nel 2003.<\/p>\n<p>Proprio nella seconda met\u00e0 di quell\u2019anno, quando alcune vicissitudini di salute, facevano presagire un suo nuovo trasferimento e, forse, il suo ritorno alla parrocchia di Grosseto senza incombenze e responsabilit\u00e0, i superiori decisero che era ora del suo riposo e quindi lo accolsero a Galloro, presso Ariccia, nella casa di Esercizi Spirituali dei Gesuiti. Qui ritrov\u00f2 la sua salute e l\u2019aria di quei Castelli Romani che l\u2019aveva accolto nei suoi studi giovanili. Durante la predicazione degli esercizi spirituali Padre Vincenzo torn\u00f2 ai suoi \u201camorosi\u201d studi che, questa volta, lo videro impegnato, in altre pubblicazioni, e soprattutto nella stesura di piccole guide di spiritualit\u00e0 <em>Il fascino dei monti. Dall\u2019alpinismo al \u201cTabor\u201d<\/em> (2007), e di preghiera con le Edizioni de Il Messaggero di Padova. I piccoli percorsi volevano costituire una guida personale per chi, nell\u2019intimo della propria esistenza, avesse voluto ripercorrere una serie personale di \u201cesercizi spirituali\u201d che lui apr\u00ec con <em>Signore, insegnaci a\u2026 pregare\u201d<\/em> (2008), <em>\u2026insegnaci a donare con gioia<\/em> (2008), <em>\u2026insegnaci ad amare la<\/em> <em>vita<\/em> (2009), <em>\u2026 insegnaci a perdonare\u2026<\/em> (2010).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Qui, purtroppo, si interrompe la collana delle sue guide, programmate in dieci uscite, come aveva anticipato nell\u2019incontro di Valentano, il 26 ottobre 2008, allorch\u00e9 l\u2019Amministrazione Cittadina lo aveva invitato per onorarlo degnamente e riconoscerlo come uno dei suoi figli migliori tra quanti avevano dato lustro al paese natio, soprattutto come scrittore profondo e illustre studioso. Quell\u2019occasione si trasform\u00f2 veramente in un intenso colloquio tra P. Vincenzo e i tanti concittadini intervenuti. Senza alcuna retorica, si parl\u00f2 dei suoi libri ma si registr\u00f2, soprattutto, una continua fioritura di ricordi che le parole di P. Vincenzo e degli intervenuti fecero emergere come lo sgorgare continuo di acqua fresca da una \u201ccomune sorgente\u201d.\u00a0 Ricordi che, in qualche modo, p. Vincenzo ha conservato e scritto nel libro <em>Un prete, un uomo, <\/em>che, in quell\u2019anno, era stato riedito e ampliato con gli ultimi avvenimenti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nel febbraio 2011, anno in cui erano stati editi altri due volumi della sua ultima produzione (<em>Il fascino della personalit\u00e0 di Ges\u00f9 <\/em>e <em>Fuga dalla casa del \u00abPadre\u00bb e il coraggio di tornare<\/em>), P. Vincenzo, nei pressi della Casa di Galloro, di ritorno da un incontro con alcuni fedeli, rimase vittima di un gravissimo incidente stradale. Travolto da una autovettura fu ricoverato nell\u2019Ospedale di Albano in gravissime condizioni. Rest\u00f2 ricoverato per molto tempo a causa delle numerose lesioni riportate, lentamente si riprese ma la sua esistenza rimase dolorosamente segnata e furono anni difficili affrontati con tanta sofferenza per le terapie cui spesso doveva ricorrere. Nel tempo, comunque, per la sua forte fibra e soprattutto per la determinazione che l\u2019aveva sempre contraddistinto, acquist\u00f2 di nuovo un grande entusiasmo verso la vita e fu forte la sua voglia di riprendere i suoi impegni. Nel luglio di quest\u2019anno P. Vincenzo torn\u00f2 a farsi vivo con gli amici attraverso una e-mail informandoli di aver definitivamente lasciato Galloro per stabilirsi a Roma presso la Casa dei Gesuiti di San Pietro Canisio ove, sappiamo, si era messo a disposizione per svolgere una qualche attivit\u00e0 e che lo vide, anche se per breve tempo, impegnato magari ad insegnare l\u2019italiano ad uno studente filippino. \u00a0La lettera e l\u2019invito a ricercarlo fu\u00a0 di grande la gioia per quanti lo continuavamo a seguire anche se poi, ogni tentativo di contattarlo per posta o per telefono, risult\u00f2 inutile. Sapemmo poi che il suo stato di salute stava di nuovo aggravandosi.<\/p>\n<a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/P.-VINCENZO-CAMALDOLI-2004-222.jpg\" target=\"_blank\" title=\"P. VINCENZO D'ASCENZI - CAMALDOLI 2004\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"caption size-full wp-image-4926\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_P.-VINCENZO-CAMALDOLI-2004-97f.jpg\" border=\"0\" alt=\"P. VINCENZO D'ASCENZI a Camaldoli nel 2004\" title=\"P. VINCENZO D'ASCENZI a Camaldoli nel 2004\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"300\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_P.-VINCENZO-CAMALDOLI-2004-97f.jpg 300w, https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_P.-VINCENZO-CAMALDOLI-2004-97f-294x300.jpg 294w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n<p>Il 4 settembre scorso, nelle prime ore del pomeriggio, ci sorprese comunque la notizia della sua scomparsa e aspettammo la sua salma a Valentano per la cerimonia dell\u2019estremo saluto, celebrata nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Evangelista, la stessa ove P. Vincenzo era stato battezzato. Erano presenti, oltre ai suoi parenti, la gente di Valentano e tanti suoi conoscenti venuti da fuori. Uffici\u00f2 il parroco, con altri sacerdoti di Valentano e don Roberto, venuto dalla Parrocchia Maria Ss. Addolorata di Grosseto, a portare il saluto e il ricordo dei suoi affezionati parrocchiani che ancora lo ricordavano con affetto, come dalla testimonianza letta per l\u2019occasione.<\/p>\n<p>Valentano ora lo accoglie tra le mura del cimitero, nella cappella di famiglia, ove ha ritrovato tutti i suoi cari. Manca solo il fratello Giovanni che, come Vescovo di Arezzo, ha avuto l\u2019onore della sepoltura nella cripta di quella magnifica Cattedrale.<\/p>\n<p>Ma \u201class\u00f9\u201d, loro si sono certamente gi\u00e0 incontrati e abbracciati, come fratelli e come sacerdoti di Cristo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Romualdo Luzi \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICORDO DI PADRE VINCENZO D\u2019ASCENZI S.J.: \u201cUN PRETE, UN UOMO\u201d di Romualdo Luzi \u00a0 Ci siamo incontrati con P. 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