{"id":174,"date":"2013-10-03T17:24:35","date_gmt":"2013-10-03T15:24:35","guid":{"rendered":"http:\/\/demo.valentano.org\/la-storia-di-san-giustino\/"},"modified":"2013-10-03T17:24:35","modified_gmt":"2013-10-03T15:24:35","slug":"la-storia-di-san-giustino","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/la-storia-di-san-giustino\/","title":{"rendered":"San Giustino, compatrono"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>BREVE STORIA DEL COMPATRONO SAN GIUSTINO MARTIRE<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><em>di Romualdo Luzi<\/em><\/p>\n<p>Nel 1775, sotto il pontificato di Pio VI, allorch\u00e9 si dette inizio allo scavo delle catacombe, furono scoperti numerosi corpi di martiri. Cos\u00ec come fecero tante altre cittadine dello Stato della Chiesa, anche Valentano richiese di poter avere e conservare le spoglie di un santo martire. Il papa accolse la richiesta del popolo di Valentano e attribu\u00ec al martire, presso la cui sepoltura non fu rinvenuto &#8211; oltre al simbolo del martirio &#8211; il patronimico che lo facesse riconoscere, il nome di Giustino.<\/p>\n<p>La sacra reliquia, il cui viaggio avventuroso verso Valentano \u00e8 raccontato in un raro documento a stampa che si pubblica qui in appendice, fu conservata presso l&#8217;Oratorio della Compagnia della Morte fino al 1781. In quell&#8217;anno, sistemato il corpo in un&#8217;artistica urna lignea, la reliquia, composta dai resti ossei ricollocati nella forma umana e rivestiti, insieme con l&#8217;ampolla del sangue, trov\u00f2 la definitiva sistemazione nella nicchia posta sotto l&#8217;altare maggiore della Collegiata.<\/p>\n<p>Va detto subito che San Giustino entr\u00f2 nel cuore dei valentanesi in modo cos\u00ec speciale tanto che la sua festa, celebrata nella quarta domenica di settembre (solo per qualche anno trasferita alla domenica successiva al ferragosto) divenne la vera festa religiosa e popolare del paese.<\/p>\n<p>Conosciamo il primitivo svolgimento dei tre giorni dedicati alla celebrazione della ricorrenza attraverso alcuni rari manifesti, stampati per l&#8217;occasione e affissi non solo a Valentano ma anche nei paesi vicini. Per l&#8217;anno 1817, attraverso l&#8217;avviso stampato presso la tipografia del Seminario di Montefiascone, apprendiamo che, accanto alle varie cerimonie religiose (canto dei Vespero, del Magnificat, della Messa solenne con panegirico e processione) si registravano spari di mortaretti, incendio di razzi sulla corda, innalzamento di brillante globo aerostatico, giostra del porco con l&#8217;animale dato in premio al vincitore, corse di cavalli barbari, macchina di fuochi artificiali.<\/p>\n<p>La festa si concludeva il terzo giorno con Corsa sul Fantino, Arbore della Coccagna, giostra di bestie vaccine, globo aerostatico, girandola di fuochi. Tanta solennit\u00e0, \u00e8 scritto sul manifesto, sar\u00e0 accompagnata sempre dall&#8217;armonia di numerosa scelta Banda.<\/p>\n<p>Non molto dissimile la festa del 1840 (avviso a stampa della tipografia Monarchi di Viterbo). Alle varie cerimonie religiose e alle altre manifestazioni popolari si aggiungeva l\u2019estrazione della Tombola col premio per cinquina in qualunque fila di Scudi DIECI, e per la Tombola Scudi QUARANTA.<\/p>\n<p>Altra novit\u00e0 da segnalare: le corse di cavalli che sono state sempre una consuetudine della festa sia alla lunga (cio\u00e8 con partenza dalla localit\u00e0 S. Giovanni e arrivo sino alla porta del paese) che alla tonda (attorno all&#8217;alberata del Poggio, come fu fatto anche nel 1840), registrano &#8211; almeno per quell&#8217;anno una Carriera a vuoto (cio\u00e8 una corsa con soli cavalli).<\/p>\n<p>Anche per il 1840 la festa si concludeva con Incendio di Fuochi d&#8217;artif\u00eccio circa un&#8217;ora di notte, e tutto render\u00e0 vieppi\u00f9 grato il suono armonioso di detta accreditata Banda (quell&#8217;anno partecipava la Banda della Citt\u00e0 di Acquapendente).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cosa si pu\u00f2 aggiungere ancora: non molto in verit\u00e0 perch\u00e9 la <a href=\"it\/home-it\/cultura-e-tradizioni\/san-giustino\">festa di San Giustino<\/a>, pur nelle difficolt\u00e0 di alcune occasioni, \u00e8 rimasta la festa religiosa-popolare che coinvolge la gente di Valentano. Alle cerimonie religiose tradizionali si affiancano manifestazioni sportive, spettacoli cosiddetti d&#8217;arte varia, concerti, sagre gastronomiche, con l&#8217;immancabile partecipazione del &#8220;Concerto Bandistico-Musicale Citt\u00e0 di Valentano&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/urnasangiustino_fine700-247.jpg\" target=\"_blank\" title=\"Incisione della fine del sec. XVIII \u2013 G. Petri - Viterbo\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"caption size-full wp-image-4807\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_urnasangiustino_fine700-fba.jpg\" border=\"0\" alt=\"Incisione della fine del sec. XVIII \u2013 G. Petri - Viterbo\" title=\"Incisione della fine del sec. XVIII \u2013 G. Petri - Viterbo\" width=\"300\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_urnasangiustino_fine700-fba.jpg 300w, https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_urnasangiustino_fine700-fba-207x300.jpg 207w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>INCISIONE DELLA FINE DEL SEC. XVIII \u2013 G. PETRI &#8211; VITERBO<\/em><\/p>\n<h1>APPENDICE<\/h1>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>A TE \/ O MARTIRE GLORIOSO DELLA CHIESA \/ INVITTO CAMPIONE DI CRISTO \/ GIUSTINO \/ QUESTE TUE \/ A NOI SI&#8217; CARE MEMORIE \/ IN QUESTO DI&#8217; 25 SETTEMBRE 1881 \/ DEDICATO A CELEBRAR LE TUE LODI \/ LA RINASCENTE BANDA MUSICALE VERENTANA \/ SOLENNIZZANDO CON SOLENNE POMPA \/ LA TUA FESTA \/ IN ATTESTATO DI AMORE E DI FEDE \/ OFFRE E CONSACRA\/<\/p>\n<h3>TERZINE<\/h3>\n<p>Per quattro lustri il sol l&#8217;annuo corso<\/p>\n<p>Compir dovea, perch\u00e9 nel sen fuggisse<\/p>\n<p>D&#8217;eterni tate il secolo trascorso.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Tempo di duol che l&#8217;universo afflisse,<\/p>\n<p>Mentre l&#8217;empia di Francia ira fatale,<\/p>\n<p>Al Vaticano ingiusta guerra indisse.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Qual successor di Pier, grande immortale,<\/p>\n<p>Portava allor la triplice corona<\/p>\n<p>Il sesto Pio, che da la papale<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sede destruso, l&#8217;accogliea la buona<\/p>\n<p>Valenza franca; &#8216;ve del mondo esosa<\/p>\n<p>Di lui volava ver l&#8217;eterea zona,<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Santa del suo patir, l&#8217;alma gloriosa.<\/p>\n<p>Mentre ei stava in poter, dal lungo oblio<\/p>\n<p>Del tempo vorator salma gloriosa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Vide sottrarre d&#8217;un campion di Dio<\/p>\n<p>Dalle sante Ciriache caverne.<\/p>\n<p>Non pietra scritta, n\u00e9 si rinvenio<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Segnale alcun da cui potere averne<\/p>\n<p>Nome o natale od il crudel martirio.<\/p>\n<p>Coloro allor, che delle cose eterne<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Posson trattar, col\u00e0 si riunir\u00f2<\/p>\n<p>Donde il gran Veglio col crollar le chiome<\/p>\n<p>Tremar f\u00e9&#8217; i polsi di color, che ardir\u00f2<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Cozzar con la gran Roma, al cui sol nome<\/p>\n<p>Paventaro le genti, e il cui potere<\/p>\n<p>Tutte le forze contrarie ha vinte e dome.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Tuon\u00f2 l&#8217;oracol dell&#8217;immortal Sere,<\/p>\n<p>E i padri diero il nome di Giustino<\/p>\n<p>A chi di giusto l&#8217;opre f\u00e9&#8217; vedere.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Eco fedele, il ciel, nel suo divino<\/p>\n<p>Libro li trascrisse, e pi\u00f9 non lo cancella<\/p>\n<p>Eternitate, che non ha confino.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Volar molte citt\u00e0 di a tal novella<\/p>\n<p>A pie del Sesto Pio per aver gloria<\/p>\n<p>D&#8217;onorarlo fra lor: ma il ciel la bella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sorte serbava a te: cos\u00ec vittoria<\/p>\n<p>Compita avesti, amata Verentano,<\/p>\n<p>Terra del mio natal, la cui memoria<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>M&#8217;\u00e8 pi\u00f9 che il viver cara! &#8211; onde il sovrano<\/p>\n<p>Papale editto tosto a te s&#8217;invia,<\/p>\n<p>Che t&#8217;invita a recarti in Vaticano<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Per ricever la salma. &#8211; O patria mia<\/p>\n<p>Quanto allor t&#8217;inond\u00f2 gioia e contento! \u2013<\/p>\n<p>Pronto un drappel di dodici si avvia<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Pi\u00f9 robusti garzon di buon talento<\/p>\n<p>A un sol tuo cenno verso l&#8217;alma Roma \u2013<\/p>\n<p>Oh voi felici appien, cui die l&#8217;evento<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sulle spalle portar s\u00ec dolce soma!<\/p>\n<p>Vostro nome diranno ai pargoletti<\/p>\n<p>Le madri e la virt\u00f9, ch&#8217;et\u00e0 non doma! &#8211;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Come fur giunti i prodi giovanetti,<\/p>\n<p>Ratti volaro al tempio della Pace,<\/p>\n<p>Ove s&#8217;ebbero il Santo &#8211; Oh come i petti<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Fremer\u00f2 a loro d&#8217;un amor verace<\/p>\n<p>Al veder le sacre ossa! Oh come a gara<\/p>\n<p>Volea ciascun sommettere il tenace<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Suo dorso al pondo della sacra bara! \u2013<\/p>\n<p>Mossero alfin prendendo lor cammino,<\/p>\n<p>Col prezioso tesoro inver la cara<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Patria nostra. \u2013\u00a0 A Roma assai vicino<\/p>\n<p>Erano ancor, che affaticati e stanchi<\/p>\n<p>Dal viaggio e dal peso, a San Giustino<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec disser con fede: se or ne manchi<\/p>\n<p>Del tuo soccorso, che farem pi\u00f9 innante?<\/p>\n<p>Soccomberem se tu non ci rinfranchi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Dissero: e quel, che troppo lor pesante<\/p>\n<p>Parea poc&#8217;anzi, in men ch&#8217;io noi dica,<\/p>\n<p>Leggier si rese qual piuma volante.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ringraziarono il Santo, e in lor l&#8217;antica<\/p>\n<p>Fede destossi &#8211; il lor cammino intanto<\/p>\n<p>Fino ad Arbano senza gran fatica<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Protrassero, u&#8217; fer sosta e dal lor Santo<\/p>\n<p>Nunque d&#8217;un pie scostaronsi devoti,<\/p>\n<p>Ma la fama veloce in ogni canto<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>F\u00e9&#8217; trapelar la cosa. I tetti vuoti<\/p>\n<p>Di recente restaro: tutta accorse<\/p>\n<p>Col\u00e0 la gente fin dai vichi ignoti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>E nostro il Santo; allor fra loro insorse<\/p>\n<p>Prepotente una voce, e gli altri ancora<\/p>\n<p>E&#8217; nostro ripeter. &#8211; Stavano in forse<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>I nostri d&#8217;impegnar lotta: ma allora<\/p>\n<p>Si f\u00e9o innanzi in venerando aspetto<\/p>\n<p>Martinetti il prelato che in brev&#8217;ora<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sed\u00f2 il tumulto col prudente detto.<\/p>\n<p>Rinfrancati i garzon, fuggir veloci<\/p>\n<p>Col caro pegno in affannoso petto.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>E come damma, che dai can feroci<\/p>\n<p>Si \u00e8 messa in salvo, indietro perigliosa<\/p>\n<p>Guata, e paventa ognor le zanne atroci,<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec lor occhi indietro senza posa<\/p>\n<p>Volgevan elli verso la cittade<\/p>\n<p>Che scena ad essi offr\u00ec s\u00ec dolorosa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giunsero alfin: da tutte le contrade<\/p>\n<p>Lagrimando accorrevano i devoti<\/p>\n<p>E d&#8217;ogni condizione, e d&#8217;ogni etade.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La sacra salma intanto, fra li voti<\/p>\n<p>E le fervide preci s&#8217;incammina<\/p>\n<p>Trionfante nel mezzo ai sacerdoti<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ver la magion di Dio; ove vicina<\/p>\n<p>Al sommo Evangelista protettore<\/p>\n<p>Da venti lustri e un anno, ch&#8217;or declina<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Verace onor riceve e lode e onore,<\/p>\n<p>Che fioco or venne. I nostri padri antichi<\/p>\n<p>Ahi con pi\u00f9 f\u00e9&#8217; l&#8217;amavano, e il lor core<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sui colli di virtude almi ed aprichi<\/p>\n<p>Con maggior zelo dispiegava i vanni! &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Ti scuoti adunque; il cuor pi\u00f9 non t&#8217;implichi<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Mondano il lezzo, e fa che i tuoi bell&#8217;anni<\/p>\n<p>Non deturpi ignominia, o patria mia.<\/p>\n<p>Allor benigno dagli eterei scanni<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ti guarder\u00e0 il gran Santo e quella via<\/p>\n<p>Facil ti render\u00e0 che mena al cielo,<\/p>\n<p>Ove, egli guida, dopo questa ria<\/p>\n<p>Carriera, andrem deposto il mortai velo.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Giacomo Mazzinelli<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Viterbo 1881- Tip. Agnesotti)<\/p>\n<a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/programmasangiustino_1840-81d.jpg\" target=\"_blank\" title=\"Programma festeggiamenti anno 1840\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"caption size-full wp-image-4821\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_programmasangiustino_1840-4cd.jpg\" border=\"0\" alt=\"Programma dei festeggiamenti anno 1840\" title=\"Programma dei festeggiamenti anno 1840\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"300\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_programmasangiustino_1840-4cd.jpg 300w, https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_programmasangiustino_1840-4cd-215x300.jpg 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n<p align=\"center\"><strong><em>LA DEVOZIONE A SAN GIUSTINO<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Naturalmente, all\u2019epoca dell\u2019arrivo delle reliquie di Martire San Giustino, molti nostri avi mostrarono una straordinaria devozione al nuovo compatrono tanto che si contarono le moltissime famiglie che, nel battesimo, dettero il nome di Giustino ai propri figli. A distanza di oltre duecento anni questa forma devozionale \u00e8 andata un po\u2019 affievolendo anche per la contemporanea scelta di nomi \u201cesotici\u201d che mal si conciliano con la tradizione del passato che considerava quasi un \u201cobbligo\u201d l\u2019uso di imporre il nome dei propri avi ai nipoti. Occorre dire che, anche oggi, comunque, solo qualcuno dei valentanesi viene chiamato \u201cGiustino\u201d o \u201cGiustina\u201d bench\u00e9 in paese ancora se ne contino diversi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/SAN_GIUSTINO_VERSO-742.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4835\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_SAN_GIUSTINO_VERSO-e85.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"230\" height=\"300\" \/><\/a>\u00a0<\/p>\n<p>Al tempo della Prima Guerra Mondiale la locale tipografia Martella, gi\u00e0 dell\u2019Indipendente e poi De Angelis, stamp\u00f2 una immagine popolare del nostro Santo che veniva distribuita come immagine sacra, seppure delle dimensioni di circa 15 x 20 cm. I parenti di Valentano inviavano ai soldati valentanesi al fronte questo \u201cricordino\u201d, che ripiegato in ben otto parti, finiva tra i documenti personali che ogni soldato teneva con s\u00e9, come accadde al soldato Francesco Saraconi che, in Zona di Guerra, ricevette il \u201cricordo\u201d del nostro caro Protettore dal cognato Giustino Battellocchi. <em>(si ringrazia per la segnalazione e per la riproduzione dell\u2019immagine l\u2019amico prof. Raffaele Saraconi).<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/SAN_GIUSTINO_RETRO-814.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4849\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/th_SAN_GIUSTINO_RETRO-1d3.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BREVE STORIA DEL COMPATRONO SAN GIUSTINO MARTIRE di Romualdo Luzi Nel 1775, sotto il pontificato di Pio VI, allorch\u00e9 si dette inizio allo scavo delle catacombe, furono scoperti numerosi corpi di martiri. Cos\u00ec come fecero tante altre cittadine dello Stato della Chiesa, anche Valentano richiese di poter avere e conservare le spoglie di un santo&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.valentano.org\/it\/la-storia-di-san-giustino\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">San Giustino, compatrono<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-174","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/174\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}