{"id":102,"date":"2013-04-28T17:08:38","date_gmt":"2013-04-28T15:08:38","guid":{"rendered":"http:\/\/demo.valentano.org\/viaggiatori-inglesi-in-etruria\/"},"modified":"2013-04-28T17:08:38","modified_gmt":"2013-04-28T15:08:38","slug":"viaggiatori-inglesi-in-etruria","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/viaggiatori-inglesi-in-etruria\/","title":{"rendered":"Viaggiatori inglesi in Etruria"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2140\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/dennis-b99.jpg\" border=\"0\" alt=\"D. E. Rhodes, Dennis d'Etruria\" width=\"135\" height=\"200\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2147\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/paesietruschi-e15.jpg\" border=\"0\" alt=\"D. H. Lawrence, Paesi etruschi\" width=\"133\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p>Gli inglesi, com&#8217;\u00e8 noto, vantano una tradizione di viaggio davvero incredibile. Dai tempi del <em>Grand tour<\/em>, passando attraverso quelli gloriosi dell&#8217;impero, troviamo inglesi ovunque.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;insularit\u00e0 geografica e linguistica degli inglesi \u00e8 una delle cause della loro attrazione-repulsione per l&#8217;estero&#8221; e comunque, &#8220;quali che siano le ragioni, il viaggio per i britannici, non \u00e8 un lusso, \u00e8 una cosa essenziale, appartiene alle cose essenziali della vita&#8221;. (<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>)<\/p>\n<p>La voga del <em>Grand Tour<\/em>, esplosa nel &#8216;700, rispondeva ad esigenze di carattere educativo (e sappiamo bene quanto il secolo dei lumi fosse attento a tutto ci\u00f2 che riguardava la formazione dell&#8217;individuo). Si trattava della pratica, in uso presso le famiglie aristocratiche, di mandare i propri rampolli a compiere un viaggio nei Paesi del Mediterraneo, a compimento nonch\u00e9 completamento del loro percorso formativo. Nel <em>Grand Tour<\/em> confluivano due tradizioni distinte: da una parte, la cosiddetta <em>peregrinatio academica<\/em>, ovvero il viaggio che il giovane studioso compiva, durante il Medioevo, nei maggiori centri del sapere, Bologna e Parigi, prima di terminare il proprio corso di studi. Dall&#8217;altra, il viaggio di iniziazione del cavaliere, che lo vedeva recarsi presso le varie corti ma anche verso i luoghi sacri meta di pellegrinaggio.<\/p>\n<p>La scelta del Mediterraneo scaturiva dalla necessit\u00e0 di conoscere i Paesi che sono stati culla della civilt\u00e0 occidentale, conoscenza reputata indispensabile per affrontare la vita. A questo proposito, \u00e8 emblematico quanto afferma Cyril Fielding, il personaggio di un famosissimo romanzo di Forster, <em>Passage to India<\/em>: &#8220;Il Mediterraneo \u00e8 la misura dell&#8217;umano. Quando gli uomini abbandonano questo prezioso lago&#8230; si avvicinano al mostruoso e all&#8217;eccessivo&#8221;.<\/p>\n<p>Esiste un rapporto privilegiato tra il viaggiatore inglese e l&#8217;Italia, legato certo alla centralit\u00e0 del nostro Paese nel bacino di quello che non a caso venne battezzato come <em>Mare Nostrum.<\/em><\/p>\n<p>Esiste per\u00f2 anche una tradizione peculiare per ci\u00f2 che concerne il rapporto tra gli anglosassoni e la nostra terra, ovvero l&#8217;Etruria, culla dell&#8217;antica civilt\u00e0 Etrusca. Tale rapporto risale al XVII sec. quando Thomas Dempster, su incarico di Cosimo V de&#8217; Medici, scrisse <em>De Etruria Regali Libri<\/em> <em>Septem,<\/em> che non venne per\u00f2 pubblicato perch\u00e9 non ottenne <em>l&#8217;imprimatur<\/em> da Cosimo. Nel secolo successivo un altro inglese, Thomas Coke, futuro conte di Leicester, acquist\u00f2 il testo di Dempster e lo pubblic\u00f2 dopo averlo revisionato. Questo libro diede inizio all&#8217;interesse degli inglesi per gli Etruschi, interesse esploso poi nel &#8216;700. Il banchiere Thomas Jenkins fu il primo tra i sudditi di sua maest\u00e0 a visitare una necropoli etrusca, seguito da James Byres, che progett\u00f2 un libro sulla storia etrusca, mai scritto. Ma fu l&#8217;incontro tra Gian Battista Piranesi e l&#8217;architetto scozzese Robert Adam a far nascere quel fenomeno culturale che fu definito <em>Etruscan Taste<\/em> ovvero il gusto etrusco. Tale gusto ispir\u00f2 in Inghilterra (ma anche nel resto d&#8217;Europa) la realizzazione di decorazioni, mobili e argenterie. Accanto a Robert Adam, va ricordato senza dubbio Mr Wedgwood (si, proprio quello delle prestigiose porcellane) che nel 1769 apr\u00ec una fabbrica di porcellane chiamata <strong>Etruria<\/strong> nel bel mezzo della campagna inglese. Nel corso dell&#8217;800, lo strepitoso successo della mostra realizzata a Pall Mall, a Londra, dai fratelli Cempanari di Tuscania, la cui collezione di oggetti e sarcofagi etruschi venne acquistata dal British Museum, spinse molti inglesi a visitare i luoghi etruschi. Tra questi la signora Hamilton-Gray, autrice del libro: &#8220;<em>Tour to the Sepulchres of Etruria in 1839<\/em>&#8220;. Soprattutto per\u00f2 va ricordato George Dennis che, in compagnia dell&#8217;amico disegnatore Samuel James Ainsley, scrisse <em>Cities and Cemeteries of Etruria<\/em>. (<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>)<\/p>\n<p>Proprio questa tradizione ha creato quella che Massimo Pallottino, il grande etruscologo italiano, ha definito &#8220;l&#8217;Etruria dei Letterati&#8221;, tipicamente inglese nonch\u00e9 romantica per il sentimento della natura che la pervade. Il paesaggio era infatti l&#8217;elemento principale attraverso cui i letterati e gli <em>pseudo<\/em>-studiosi si avvicinavano al mondo etrusco per trasfigurarlo, favoriti in questo dall&#8217;alone di mistero che ha sempre avvolto la storia di questa antica civilt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2154\" src=\"http:\/\/demo.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/targadhl-ab1.jpg\" border=\"0\" alt=\"La targa posta dalla Societ\u00e0 Tarquiniese d'Arte e Cultura sulla casa che ospit\u00f2 D. H. Lawrence\" width=\"472\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/targadhl-ab1.jpg 472w, https:\/\/www.valentano.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/targadhl-ab1-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica;\">Anche D.H. Lawrence, con il suo <em>Etruscan Places<\/em>, appartiene a questa tradizione letteraria e poetica, a proposito della quale Massimo Pallottino osserva: &#8220;c&#8217;\u00e8 una Etruria degli studiosi ed una Etruria dei letterati&#8221;; \u00e8 appunto a quest&#8217;ultima che appartengono i testi degli scrittori-viaggiatori inglesi. Sempre Pallottino sostiene che il vasto pubblico preferisce la &#8220;verit\u00e0 dell&#8217;immaginazione a quella della scienza&#8221;, cio\u00e8 della ricerca storica. Forse perch\u00e9, in una societ\u00e0 iper-tecnologica come la nostra, c&#8217;\u00e8 il desiderio di preservare gli ultimi misteri rimastici. Oggi per\u00f2 sappiamo che l&#8217;Etruscologia ha compiuto enormi passi avanti, svelando gran parte degli aspetti <em>oscuri<\/em>della storia straordinaria di questi nostri avi. Tuttavia, questa nostra terra d&#8217;Etruria continua a regalarci brandelli di mistero, proveniente da un passato sempre pi\u00f9 lontano: risale infatti a qualche anno fa la scoperta di una nuova necropoli a Tarquinia.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Pare si tratti di tombe villanoviane risalenti al IX sec. a.C., cio\u00e8 un periodo tardo ma immediatamente precedente quello noto come periodo <strong>Orientalizzante<\/strong> (VII-V sec. a.C.), durante il quale la civilt\u00e0 Etrusca conobbe il suo massimo splendore. Come dire &#8230; il mistero continua.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\" href=\"http:\/\/www.valentano.org\/inglesi_in_etruria.htm#_ftnref1\" title=\"\">1<\/a> Paul Fussel, &#8220;All&#8217;Estero. Viaggiatori inglesi fra le due guerre&#8221;,\u00a0Il Mulino, 1988.<br \/> <a name=\"_ftn2\" href=\"http:\/\/www.valentano.org\/inglesi_in_etruria.htm#_ftnref2\" title=\"\">2<\/a> Lo storico Bill Thayer, appassionato della nostra terra, ha pubblicato alcune notizie sulla Provincia di Viterbo. Nelle <a href=\"http:\/\/penelope.uchicago.edu\/Thayer\/E\/Gazetteer\/Places\/Europe\/Italy\/Lazio\/Viterbo\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sue pagine<\/a> fornisce alcune informazioni interessanti e il <a href=\"http:\/\/penelope.uchicago.edu\/Thayer\/E\/Gazetteer\/Places\/Europe\/Italy\/_Periods\/Roman\/Archaic\/Etruscan\/_Texts\/DENETR*\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">testo<\/a> del lavoro di George Dennis.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica;\">Testo della Prof.ssa Marina Cerquetti<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Gli inglesi, com&#8217;\u00e8 noto, vantano una tradizione di viaggio davvero incredibile. Dai tempi del Grand tour, passando attraverso quelli gloriosi dell&#8217;impero, troviamo inglesi ovunque. &#8220;L&#8217;insularit\u00e0 geografica e linguistica degli inglesi \u00e8 una delle cause della loro attrazione-repulsione per l&#8217;estero&#8221; e comunque, &#8220;quali che siano le ragioni, il viaggio per i britannici, non \u00e8 un&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.valentano.org\/it\/viaggiatori-inglesi-in-etruria\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Viaggiatori inglesi in Etruria<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":14,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-102","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/102","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/102\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.valentano.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}