Ecco la casa natale del grande matematico
Nato a Valentano il 22 settembre 1765, Ruffini divenne professore di matematica a Modena nel 1787 ad appena 22 anni. Divenne rettore dell'università di Modena nel 1814. Morì nel 1822 a Modena. Il Ruffini viene ricordato per essere stato il primo a compiere studi ed effettuare dimostrazioni sulla teoria dei gruppi e sull'impossibilità di risolvere le equazioni di quinto grado con i radicali. Nel 1996 l'Amministrazione Comunale e il Gruppo Archeologico Verentum hanno posto una targa sulla facciata della casa natale del matematico. Ricerche archivistiche del prof. Bonafede Mancini e di Romualdo Luzi, hanno permesso di localizzare la casa del Ruffini. L'atto di nascita del grande matematico Trascrizione dell'atto di nascita
La "regola di Ruffini" spiegata da un esperto, con esempi pratici
Il “piccolo giallo” delle date estreme di Paolo Ruffini La nascita del Ruffini è avvenuta il 22 settembre 1765 ma il primo biografo del matematico la colloca invece al 23, giorno del battesimo. Si può comprendere l’errore in quanto la divisione del giorno, al tempo della Chiesa, e quindi secondo i calcoli dei parroci, veniva fatta secondo le ore canoniche per cui le 12 ore notturne iniziavano con le 19, che era la prima ora della notte, e così di seguito, fino all’ora dodicesima corrispondente alle ore 6 del mattino seguente. Il parroco, nell’atto del battesimo è estremamente preciso e scrive che il bambino era nato nella notte precedente all’ora “quinta”, quindi alle ore 23 del giorno 22. In molti altri libri e in voci enciclopediche appare controverso anche il giorno della morte che alcuni fissano erroneamente al 9 maggio (come è accaduto nell’indicazione dell’epigrafe di Valentano), anziché alla data corretta del successivo giorno 10 (come peraltro appare nella epigrafe collocata nel palazzetto di Modena ove il Ruffini morì). Anche qui diversi fattori fanno comprendere come può essere accaduto l’errore. Gustavo Barbensi, nella biografia del Ruffini del 1956 scrive queste testuali parole: “… Il giorno 8 maggio [1822] vi fu una straordinaria ripresa, vero preludio alla morte, perché il giorno 9, sviluppatasi più ardente la febbre, dato l’ultimo addio ai desolati parenti ed amici, entrò in agonia, per spirare all’alba del giorno successivo in età di soli 56 anni”. Anche in questo caso una frettolosa lettura del passaggio ha portato molti a concludere che la data di morte fosse il 9, sfuggendo ai più che sarebbe spirato all’alba del giorno seguente.
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La realizzazione delle pagine dedicate a Valentano,
ospitate sul server web di ComputerVille,
è stata curata da Mario Benvenuti, con testi di Romualdo Luzi e fotografie
di Giovanni Ciucci. Questa pagina è stata aggiornata il
19/08/09
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